Di fronte ad un foglio bianco o ad una tela tutto si può fare, ma oggi in un periodo così bulimico di immagini: televisione, internet, social, smarthpone, giornali, siamo sempre più propensi a vedere le cose e non a guardarle.

E’ la spinta all’osservazione ciò che mi pongo di suscitare nello spettatore delle mie realizzazione, ciò che mi guida nel produrre nuove immagini.

Così, per esempio, nella serie di quadri ‘Ordine e Caos’ ho cominciato a rovinare l’immagine mediante una pennellata che vuole interporsi tra chi vede la sola immagine del quadro e chi ne ricerca la sua vera essenza intrinseca, che richiede, per esserne colta, l’azione di guardare.

Stesso concetto viene espresso nella serie degli ‘ Specchi’, quadri nei quali non riusciamo veramente a specchiarci e veniamo quindi esortati al guardare approfonditamente, per trovare la vera natura dell’immagine.

Un’altra mia peculiarità distintiva è data dai fondi delle mie realizzazioni, che vengono quasi sempre lavorati per ottenere superfici in contrasto fra loro che offrono differenti piani di lettura. Questi vengono rappresentati ad esempio dalla creazione di particolari rilievi sulle tele, tanto quanto avviene realizzando crepe nel colore, le quali, aprendosi, fanno trasparire elementi posti in secondo piano.

La mia filosofia d’arte moderna  è quindi l’utilizzo della tecnica al fine di tradurre le mie volontà espressive non sempre così dirette ed esplicite, ma volutamente celate per stimolare la contemplazione nel soggetto spettatore.

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